20 anni di Google: il sito che ha cambiato il mondo.

08/10/2018 14:43

Google-20

Vent’anni di ricerche, di servizi e di prodotti, dalla webmail più famosa, al sistema operativo per smartphone più diffuso, fino ad arrivare alle vetture a guida autonoma. Dal 1998 Google non ha mai smesso di evolversi e di portare avanti la sua missione: migliorare l’esperienza di navigazione per tutti gli utenti cambiando non solo il mondo del web ma anche la nostra vita quotidiana.

GLI INIZI

Era il 4 settembre del 1998 quando Larry Page e Sergey Brin depositavano il primo assegno di $100,000 destinato alla loro startup appena fondata con il nome “Google Inc.”. Sarebbe stato solamente il primo di numerosi assegni di finanziatori e investitori che avevano intuito il potenziale racchiuso nell’ambizioso progetto di due ragazzi destinati a fare la storia.

Un destino già racchiuso nel nome scelto per questo progetto, Google o meglio “googol” il concetto matematico al quale si ispira. Questo termine, coniato nel 1920 dal nipote di 9 anni del matematico che stava studiando l’assioma, rappresenta la cifra di 10100: un 1 seguito da 100 zeri. Una cifra immensa, astratta e simbolicamente grande quanto l’universo da cui è possibile rilevare da un lato l’umorismo scanzonato, dall’altro l’enorme ambizione di questa azienda che fin dagli albori, mirava ad avere un impatto su larga scala e a rappresentare un volto umano in quello che è l’apparato disumano del capitalismo cibernetico.

Google Prima interfaccia

QUERY E PAGERANK

Traendo ispirazione dal mondo accademico, i cui testi si richiamano l’un l’altro in un meccanismo di citazioni affidabili che suggeriscono la rilevanza dei volumi principali, i fondatori di Google hanno immaginato che un simile processo potesse essere usato per navigare sul web.
Con questo fine è nato l’algoritmo “PageRank” che rappresenta il vero cuore di questo motore di ricerca, che mappa i collegamenti ipertestuali nel tentativo di portare ordine sul web, convertendo l’intera rete in una grande equazione con diverse centinaia di milioni di variabili, ossia le PageRanks di tutte le pagine web e di tutti i termini ricerca.

Questo algoritmo determina la natura delle relazioni tra i siti web e giudica la loro importanza relativa contando il numero di link ad una pagina, con l’ipotesi che i siti web più importanti contengano il numero maggiore di hyperlink rispetto a siti Web meno importanti. Fin dagli inizi questo sistema si dimostrò superiore a qualsiasi metodo di indicizzazione utilizzato nel web, facendo un grande passo verso l’automazione. Non era infatti più necessario l’apporto umano per organizzare i dati nelle categorie di una directory. Allo stesso tempo l’algoritmo non guardava più solamente il contenuto e la sua attinenza alla query di ricerca, ma anche a quali siti questo contenuto punta e il suo grado di rilevanza rispetto a contenuti simili.

Questo sviluppo oltre a segnare un passo fondamentale per la cibernetica, incorpora la struttura e il contenuto del web in un ciclo di feedback dinamico che genera sempre nuovi risultati di ricerca. Il processo di ricerca e indicizzazione di Google infatti si basa su analisi continue svolte dagli spider che vagano per lo cyberspazio osservando e tessendo una mappa di tutti i dati presenti.

Con più di sessanta trilioni di pagine, ad oggi la mappa è vasta 100 milioni di giga, l’algoritmo di indicizzazione dei dati diviene fondamentale per fornire il risultato migliore ad ogni query. Dalla sua nascita l’algoritmo di ricerca si è evoluto fino a considerare più di 200 criteri, viene costantemente aggiornato (ben 600 volte l’anno circa) e traduce ad ogni ricerca il codice astratto in parole, immagini, pubblicità e collegamenti ipertestuali collegati alle necessità degli utenti.

IL SUCCESSO – Pubblicità e Controllo

Poi è arrivato uno sviluppo improvviso, rivoluzionario e decisivo per gli investitori e gli impiegati di Google che ha sancito il vero successo dell’azienda, in grado di cambiare ancora una volta le regole del gioco e trovando il sistema migliore per monetizzare sul web. Questo incredibile successo finanziario è dovuto alla scoperta casuale che gli annunci di testo sulle pagine dei risultati di ricerca permettevano enormi profitti. Questo sviluppo, imprevedibile e ante litteram, ha permesso a Google di costruire la sua vasta base finanziaria attraverso un metodo semplice quanto efficace, il controllo dei dati.

I dati delle persone che navigavano il sito web, che precedentemente venivano brevemente trattati e cancellati, divengono così una fonte di profitto che, combinati alle grandi capacità analitiche del motore di ricerca, sono ora essenziali per indirizzare gli annunci pubblicitari a specifici target di utenti.
Questa pubblicità altamente profilata sul comportamento degli utenti rappresenta ora il 98% delle entrate totali di Google ed è divenuto il metodo più redditizio per promuovere beni e servizi in tutto il web.

IL FUTURO

Quella che è iniziata come una semplice missione per migliorare la nostra esperienza su internet si è trasformata in un cambiamento radicale per tutta la società. È cambiato il modo in cui raccogliamo informazioni, guardiamo video e dal punto di vista del marketing è cambiato il modo in cui i nostri dati vengono raccolti e utilizzati in un gioco infinito di personalizzazione degli annunci.

“The Big G” attualmente ha un monopolio del 92% sulla ricerca, gestisce un terzo della spesa pubblicitaria digitale e continua ad evolversi. Google sviluppa costantemente nuove tecnologie per fornire ai consumatori esperienze pertinenti e sempre differenziate, non solo proteggendo la sua posizione di mercato ma espandendosi in altri business. La realizzazione di prodotti hardware a brand Google, ad esempio, rappresenta un ulteriore progresso nelle interazioni di questa azienda con i consumatori, raccogliendo un numero maggiore di dati sempre più specifici per fornire assistenza quasi totale e immediata e diventando di fatto la nostra interfaccia con il mondo.

Un’azienda così attenta alle evoluzioni ha già preparato il suo piano per il nostro prossimo futuro: un futuro sempre più incentrato sulla ricerca vocale (Google Home) e sull’anticipazione delle nostre necessità (Anticipatory Search) che tuttavia dovrà fare i conti con il crescente dibattito etico che la raccolta e il trattamento dei dati personali sta suscitando. Certamente Google cercherà ancora una volta di cambiare le regole del gioco per il mondo del web e per tutta la società.