Influencer Marketing trend 2019, Micro e Virtual Influencer

28/02/2019 13:09

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L’ASCESA DI MICRO E NANO INFLUENCER

Sempre più brand scelgono di lavorare con più “micro influencer” e “nano influencer” anziché scegliere uno o due influencer più grandi. Gli influencer minori non hanno un grande numero di follower ma esercitano la loro influenza su una nicchia di pubblico ben definita. In molti casi sono considerati più affidabili degli influencer maggiori se il loro tasso di coinvolgimento, il rapporto tra mi piace, commenti, condivisioni e follower è elevato.

Micro e Nano influencer permettono anche ad aziende più piccole di adottare questa tipologia di marketing, con un costo decisamente minore e performance di engagement comunque molto elevate. La strategia in questo caso è quella di operare su un micro-target offrendo contenuti di valore ad una specifica nicchia di mercato che più è coerente con il brand più riesce ad attrarre, fidelizzare e ingaggiare nuovi contatti rilevanti. 
Nello specifico, i nano influencer hanno un costo molto esiguo per l’azienda che li sceglie, difatti pubblicano post sponsorizzati per lo più in cambio di prodotti omaggio. (In questo caso, sulla base delle disposizioni fornite dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e in nome della trasparenza, gli influencer sono tenuti all’utilizzo degli hashtag #sponsored, #ad o #prodottofornitoda.) 

Secondo una ricerca di Digiday, i dati confermano il successo di questo trend. L’engagement varia infatti in base alla portata della propria fanbase: in questo senso un utente con 1.000 follower ha un tasso di coinvolgimento del 8%, mentre un utente con 1 milione di follower ha una percentuale di engagement del 1,7%.

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I nano e micro influencer pur non essendo professionisti del settore sono molto esperti nella creazione di contenuti unici e creativi, che sono la loro principale arma per distinguersi, godono di una credibilità sana e genuina da parte dei loro follower poiché si concentrano su nicchie di mercato e si posizionano come appassionati ed esperti di quel dato settore. 
I loro messaggi raggiungono rapidamente tutti i loro follower con il quale si instaura un rapporto diretto e di scambio, merito anche della facilità di contatto attraverso commenti e direct, un tipo di comunicazione che con gli influencer medi e mega è invece molto difficile da instaurare. 

Per questi influencer pubblicizzare un prodotto non è un lavoro, lo fanno perché amano quel determinato settore o brand e utilizzano la loro gratificazione a riguardo trasformandosi in ambassador del brand. In questo senso per il marchio è fondamentale un lavoro di ricerca e analisi per trovare gli influencer più coerenti con il loro mondo e modo di comunicare. Il prodotto a quel punto non sarà più comunicato come una mera pubblicità ma sarà un contenuto organico e creativo generato per raccontare in modo autentico i suoi aspetti positivi. 

GLI INFLUENCER VIRTUALI

Oltre ai nano e micro influencer, un crescente trend nel mondo dei social media è l’introduzione di influencer generati al computer. Anche se può apparire come un fenomeno strano e limitato, questi influencer virtuali stanno dimostrando di avere un ottimo potenziale come veicolo di promozione e vendita per i prodotti e servizi dei brand. 

Avatar creati al computer, modelle virtuali che nascono da algoritmi e grafiche ricercate ma che attraverso i social network sono più reali che mai. Gli influencer virtuali non si limitano a vivere ai confini dell’immaginazione ma fanno parte della realtà di oggi. Vivono le loro vite attraverso i social media, come fanno le persone vere, indossano le ultime collezioni prêt-à-porter, partecipano alle sfilate di moda e si fanno addirittura portavoce di cause sociali. 

Questo sviluppo ha lasciato i consumatori incuriositi, con i brand che sono stati invece particolarmente ricettivi, iniziando subito collaborazioni con le celebrità virtuali del momento come Lil Miquela. 
 

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LIL MIQUELA

Miquela Sousa, origini brasiliane e spagnole, labbra carnose, occhi scuri e lentiggini, è modella e cantante con singoli entrati nelle migliori classifiche spotify. Ha oltre 1,5 milioni di followers ed è impegnata nel sociale dando il suo sostegno alla comunità Lgbtq e al movimento Black Lives Matter. Creata nel 2016 dal produttore musicale Trevor McFedries e dalla digital artist Sara Decou, cofondatori di Brud, una start up specializzata in intelligenza artificiale, robotica e business multimediale, continua a far parlare di sé e annovera collaborazioni con celebri brand di moda, tra cui Prada, Diesel, Moncler e Ugg. 

Il profilo instagram di Miquela appare simile a quello di qualunque macro influencer e trend setter: ci sono le sfilate, gli shooting con i capi di tendenza della stagione ma anche molte immagini di vita privata, i migliori amici Blawko e Bermuda, anche loro creati digitalmente e persino dei litigi virtuali, studiati appositamente e dall’effetto molto realistico.  

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Miquela non è la sola virtual influencer diventata famosa, tra le sue colleghe ci sono infatti Noonoouri e Shudu Graham. La prima è stata creata dall’agenzia tedesca Opium, le sue passioni sono l’arte, la cultura, i viaggi, il beauty e il lifestyle, indossa abiti di Versace, Dolce & Gabbana, Tom Ford, Moschino ed è stata scelta da Dior per pubblicizzare i suoi prodotti di bellezza, raggiungendo una fanbase 175mila followers. 
Shudu invece, è una supermodella creata da un fotografo inglese nel 2017 che è riuscita a stregare oltre 151 mila follower con i suoi shooting d’alta moda e le collaborazioni con brand del settore.

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I VANTAGGI DEGLI INFLUENCER VIRTUALI

IMAGE PROTECTION: Quando un marchio sceglie un influencer o ambassador che rappresenti il suo brand, automaticamente si identifica con la sua personalità. Quindi quando uno scandalo colpisce la star in questione anche il marchio viene pesantemente influenzato in modo negativo dal legame creatosi. Gli influencer virtuali essendo creati “in laboratorio” e studiati nei minimi dettagli da terzi, non sono in questo senso soggetti a imperfezioni e scandali che potrebbero danneggiare il marchio. 

MESSAGGI CONTROLLATI: I brand forniscono rigorose linee e brevi indicazioni sui messaggi che desiderano divulgare, ma il risultato non è sempre soddisfacente. I messaggi trasmessi dagli influencer sono infatti inevitabilmente arricchiti dalle loro personalità e opinioni che potrebbero differire dalle intenzioni originali del brand. Con gli influencer virtuali la probabilità che questo accada è esclusa, data la possibilità di plasmarne la personalità a piacimento.

FATTORE NOVITÀ: Al giorno d’oggi utilizzare un influencer virtuale potrebbe rappresentare un interessante novità per i brand che vogliono distinguersi. Gucci ha aderito a questa linea di pensiero quando si è affidata al robot di AI Erica e al suo curatore giapponese Hiroshi Ishiguro nel promuovere una delle sue ultime collezioni. Come parte della serie collaborativa "The Performers" il brand di lusso ha realizzato una campagna dal titolo “Why are you scared of me?" in cui Erica è fotografata vestita dalla testa ai piedi con gli ultimi pezzi della collezione Gucci e compie delle riflessioni sulle differenze tra umani e robot. 

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INFLUENCER TREND 2019, LE SFIDE FUTURE

La crescita di Instagram e il declino di Facebook:

Per la prima volta dalla sua nascita i numeri di Facebook stanno diminuendo progressivamente: solo nell’ultimo anno gli utenti americani della piattaforma sono diminuiti del 5%. Questa decrescita pare destinata a durare anche nel 2019, con una piattaforma sempre meno orientata alle generazioni più giovani.
In questo contesto la crescita di Instagram, emersa tra le tendenze maggiori del 2018, continuerà senza sosta anche nel prossimo futuro, offrendo sempre più servizi diversificati nella piattaforma, come è stato per le live, IGTV e le stories. 

Maggiore attenzione per micro e nano influencer

Nonostante i mega influencer rappresentino un grande valore per alcuni brand e nonostante la loro fama, questi personaggi hanno un potere di influenza minore sul comportamento delle persone. La capacità di riconoscere il nome di una celebrità in un messaggio di endorsement, non significa infatti rispettarla e fidarsi abbastanza per arrivare ad acquistare i prodotti che consigliano. I macro influencer invece possono avere molto rispetto nella loro nicchia ma allo stesso modo vivono in un ambiente altamente competitivo per i brand, potendo di fatto scegliere i marchi con cui vogliono stringere una partnership. 

Questo ambiente apre lo scenario a micro e nano influencer, specialmente con i piccoli brand per la creazione di relazioni durature e proficue per entrambi. Le aziende in questo senso si stanno orientando in misura maggiore nella scelta di influencer in base al contesto in cui operano e ai valori che trasmettono piuttosto che in base al numero di follower. 

#sponsored, sponsorizzazioni virali 

Con sorpresa di alcune persone, l'aumento dei post etichettati come sponsorizzati non ha ucciso il marketing degli influencer. Gli influencer che postano i loro contenuti in modo autentico e riescono ad allineare i post sponsorizzati con il loro target, continuano a performare in modo eccellente con la fanbase. Se infatti le nuove generazioni possono avere una sorta di odio per le pubblicità tradizionali, sono disposte ad ascoltare i consigli dei post sponsorizzati dalle persone di cui già si fidano online. Tutto si ricongiunge all'allineamento, all'autenticità e alla fiducia che il marchio e l’influencer trasmettono, qualcosa che le inserzioni convenzionali difficilmente riescono ad eguagliare.