Warner Bros si rifà il look: un nuovo logo per il salto nel futuro dell'intrattenimento.

21/11/2019 16:11

Perché fare il restyling di un logo?

Gli anni passano e le tecnologie nel campo dell’intrattenimento visivo, si evolvono mutando in continuazione. Per mantenere il passo con i tempi le aziende hanno la necessità di aggiornare, oltre le loro strutture di business votandole sempre più ad una fruizione digitale, ma anche la loro identità visiva.

Il restyling di un logo storico come quello della Warner è un momento topico ed estremamente delicato, con qualche tratto di matita è possibile lanciare il brand verso un futuro radioso quanto il suo passato o spezzarne l’alone di magia che gli ha permesso di restare leader del settore per decenni. Per questa operazione di restyling estremamente delicata, la Warner Bros ha deciso di affidarsi a Emily Oberman, partner di Pentagram, uno degli Studi di design più rinomati nel settore.

 

 

L’analisi del nuovo logo

Andando ad analizzare il nuovo logo, possiamo capire subito che non è stato fatto tanto un lavoro di “reinvenzione” quanto di “ricalibrazione”. Inevitabilmente lo scudo monogrammato resta il grande protagonista e prende ancora più importanza visto il minuzioso lavoro di sintesi. Uno degli obiettivi di questo restyling era proprio quello di allentare la tensione temporale percepita nella lettura del vecchio logo ancora troppo legato agli stilemi del passato. Via quindi a tutti i riflessi, le ombre, i rilievi e i giochi di prospettiva tipici di un design novecentesco dove la smania di maestosità visiva la faceva da padrona.

Ora lo scudo è pulito e funge da perfetta cornice per il monogramma contenuto in esso: i due elementi creano un gioco di pieni e vuoti perfettamente equilibrato che porta ad una lettura immediata e ad un’ancor più semplice memorizzazione. Un’altra modifica ben visibile e degna di nota è l’allungamento del logo che ora assume un aspetto decisamente più dinamico, moderno ed accattivante. Per fare questa operazione è interessante notare come Emily Oberman e i suoi collaboratori abbiano deciso di sfruttare la sezione aurea per conferire al logo una forma estremamente armonica, conforme alle leggi visive della proporzione ed estremamente fedele all’originale.

 

 

La caratteristica più forte e maggiormente ricercata dalla Warner era però quella della declinabilità. La necessità era quella di competere con i nuovi colossi dell’intrattenimento on-demand, nati in epoca moderna e quindi già dotati di un abito più adatto al mondo digitale. Con questo nuovo logo, a mio parere, la distanza è stata completamente colmata.

Grazie alla sua funzionale semplicità il logo è estremamente declinabile su ogni supporto multimediale e soprattutto su ogni piattaforma. Formidabile anche per una lettura su dispositivi mobile offre la possibilità di essere personalizzato con estrema efficacia in ogni occasione, come ad esempio il lancio di un nuovo film o la celebrazione di una qualunque festività.

 

A seconda dell’esigenza il logo assume principalmente due aspetti:

  • una versione super flat monocroma, quando le esigenze di leggibilità sono massime
  • e una versione più elaborata con ombre ed effetti leggeri ma ben studiati, ottimo quando il supporto scelto per l’esposizione del logo permette un maggiore tempo di lettura ed ricerca il famoso "effetto wow".

 

 

Non Solo il logo

Il lavoro di restyling però non si esaurisce solamente con il logo. Pentagram ha infatti deciso di realizzare per la Warnner Bros anche un fantastico font personalizzato: il Warner Bros Sans,un font estremamente chiaro e pulito che, secondo le parole della Oberman, “fa si che il marchio sia ancora presente anche senza lo scudo“.

Questo font prende ispirazione dall’art Decò degli anni Venti, il periodo della nascita della casa di produzione di Burbank.

 

 

Considerazioni personali

Questo lavoro di restyling è a mio parere una piccola opera d’arte. Riesce a centrare in pieno gli obiettivi del cliente facendo fare a tutta la brand identity di Warner un salto nel futuro.

All’apparizione del vecchio logo Warner, la mia mente di ragazzo nato nei primi anni novanta, rievocava immediatamente i Looney Tunes e la mitica TuneSquad (mi sembra anche inutile dirlo ma, se questo nome ti suona nuovo, vai immediatamente a recuperare Space Jam). Ora invece, mi è subito parso di entrare in un’atmosfera molto più dark ed ho notato un forte richiamo alle forme dei monogrammi presenti sui costumi dei supereroi.

Quest’ultima considerazione potrebbe essere solamente frutto della mia immaginazione, ma potrebbe anche essere un richiamo all’universo supereroistico DC Comics che la Warner provò a lanciare con poco successo qualche tempo fa. Anche se il tentativo di competere con i Marvel Studios non andò a buon fine, la scelta di slegare ulteriormente l’immagine del brand dai cartoon e legarlo più alle atmosfere supereroistiche dark, evidenzia una comprensione dei trend attuali che portano a muovere il sentiment di massa con più successo verso i cinecomics piuttosto che verso altri prodotti del genere.