Ricerca Vocale: Come cambierà la strategia SEO

26/10/2018 11:08

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La ricerca vocale sarà uno degli elementi fondamentali su cui si baserà la SEO del futuro. Già nel 2016 il CEO di Google Inc. affermò che il 20% delle query di ricerca da dispostivi mobili avvenivano attraverso ricerche vocali e che secondo le stime entro il 2020 il 50% delle ricerche totali saranno effettuate a voce. 

RICERCA VOCALE

Compiere una ricerca vocale significa letteralmente utilizzare la propria voce per interrogare i motori di ricerca attraverso un device compatibile come uno smartphone o un dispositivo per la casa. L'utente dunque "parla" direttamente con il dispositivo che, elaborando il linguaggio umano, fornisce risposte che possono essere a sua volta vocali (per le questioni più semplici come ad esempio "Che tempo fa oggi a Milano?") oppure rimandando direttamente al motore di ricerca e alle risposte attinenti trovate sul web.

La ricerca vocale è diventata popolare nel 2011 quando Apple ha lanciato Siri sull’ iPhone 4, seguito nel 2015 da Echo di Amazon, il primo dispositivo smart per la casa. Da allora un numero sempre maggiore di competitor è entrato nel mercato della voice search tra cui ovviamente Google, leader assoluto della web search.

Oggi è impossibile non porre l'attenzione su questo fenomeno se consideriamo il fatto che Personal Assistant e Ricerca Vocale sono sempre più utilizzati e presenti nella nostra quotidianità. Oltre all'onnipresente Smartphone la Voice Search è spesso integrata ai sistemi di intrattenimento, alle soluzioni di domotica nelle nostre case e sempre di più ai sistemi di infotainment delle automobili.

I maggiori player nel mercato della ricerca vocale attualmente sono:

Google con Google Now e Google Assistant
Apple con Siri
Amazon con Alexa
Samsung con Bixby
Microsoft con Cortana

Queste tecnologie non si limitano a riconoscere dei generici comandi vocali, ma attraverso software di intelligenza artificiale imparano a distinguere nuove parole chiave attraverso l’elaborazione del linguaggio naturale. Non imparano solamente le caratteristiche uniche del nostro modo di parlare per riconoscere sempre meglio i nostri comandi, ma collezionano dati anche su informazioni personali come gli interessi di navigazione e le abitudini di comportamento online. In una continua fase di evoluzione e apprendimento sarà possibile ottenere ricerche vocali sempre più pertinenti e personalizzate per ogni utente. 

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COME CAMBIA LA SEO

La ricerca vocale semplificherà sempre più le ricerche degli utenti, restituendo solamente pochi risultati ma più pertinenti, evitando lo scroll delle pagina per trovare la risposta migliore. Diventa dunque fondamentale raggiungere le prime posizioni di ricerca per essere tra i pochi risultati forniti dalla ricerca vocale e riuscire così ad ottenere un ritorno in termini di traffico e visibilità. 

Utilizzare la propria voce per compiere delle ricerche piuttosto che digitare la richiesta, è una procedura completamente diversa. Le interazioni vocali semplificano, velocizzano ed estendono l’esperienza web a numerose attività e gli utenti stessi tendono ad instaurare una vera e propria conversazione con lo smartphone utilizzando query di ricerca lunghe e molto simili al linguaggio naturale. Ad esempio se nella ricerca testuale su Google siamo portati a scrivere “ristorante centro Roma” per cercare velocemente un luogo in cui cenare con la ricerca vocale chiederemo in modo più spontaneo: “Cercami un ristorante nel centro di Roma”. 

Il cambiamento per la SEO sarà quindi radicale, keyword di ricerca più lunghe corrispondono infatti ad una umanizzazione maggiore dei contenuti, che dovranno essere adattati per risultare al tempo stesso user friendly, ma anche "Personal Assistant Friendly". 

COME ENTRARE NEI RISULTATI DI RICERCA VOCALE

Il panorama attuale composto da differenti assistenti vocali fa si che non esista un unico approccio alla SEO in questo ambito poiché ognuno di loro raccoglie le informazioni da risorse differenti. Google Home utilizza i dati del proprio motore di ricerca, Siri e Alexa raccolgono i dati da Bing, mentre Amazon fa riferimento alle abitudini di acquisto personalizzate. Ogni motore di ricerca è un mondo a sé stante perciò i contenuti dovranno essere ottimizzati, a seconda degli obiettivi, per tutti o per alcuni in particolare. 

Non esiste quindi un unico approccio alla SEO nella ricerca vocale. Se da un lato i motori di ricerca sono in continua evoluzione per comprendere gli utenti ed interpretare al meglio il significato della ricerca, dall’altro i contenuti prodotti dagli esperti di marketing dovranno essere sempre più orientati a questo nuovo modo conversazionale

Ecco 5 consigli per iniziare impostare una strategia SEO Voice Search Friendly:

  1. Lunghezza Query: Utilizzare parole chiave esplicative e "colloquiali" rispetto a keyword secche. Instaurando un dialogo con i nostri strumenti tecnologici, le ricerche si avvicinano sempre più al linguaggio naturale e le query diventano sempre più lunghe e diversificate.
  2. Question Word: Le ricerche vocali solitamente iniziano con “Cosa, come, quando, chi, quanto”. Le persone utilizzano la ricerca vocale per porre domande come farebbero normalmente ad una persona reale. È utile quindi pensare ad una ottimizzazione di parole chiave, title e contenuti, che combacino con queste domande.
  3. Ricerca Predittiva: Cercare di prevedere gli intenti di coloro che si affidano alle ricerche vocali. Google sta implementando  molte delle funzioni in base alla ricerca predittiva per poter fornire risposte adeguate ancor prima che gli utenti inizino a cercarle. Nonostante si tratti di progressi legati al machine Learning, anche nella creazione di contenuti è importante cercare di anticipare le possibili richieste degli utenti.
  4. Go Local: La ricerca vocale mobile localizzata è tra le strategie più efficaci, poiché viene altamente utilizzata dagli utenti. È fondamentale quindi per le attività locali ottimizzare i propri contenuti in modo esaustivo, ampliando il raggio d’azione sul web e creando ad esempio schede descrittive e complete su Google My Business.
  5. Risposte veloci: Ottimizzare le “Instant Answer”. Gli utenti che ricercano qualcosa online puntano all’immediatezza e a risposte che forniscano allo stesso tempo un valore. In questo senso è fondamentale realizzare una pagina FAQ dedicata, all’interno delle proprie piattaforme web che possano rispondere in modo veloce ed efficace a queste domande immediate.

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VERSO IL FUTURO 

Anche se gran parte della popolazione è dotata di uno smartphone, la ricerca vocale non è ancora diffusa allo stesso modo in tutti i mercati. Per questo motivo si parla ancora poco della SEO nella ricerca vocale ma proprio per questo motivo è fondamentale muoversi ora per ottenere una posizione privilegiata poi.

Per capire meglio come questa evoluzione tecnologica stia già prendendo largamente piede tra la popolazione, osserviamo qualche dato dagli Stati Uniti.

  • il 55% dei teenager e il 40% degli adulti utilizza la ricerca vocale ogni giorno da mobile, con percentuali in continua crescita;
  • Il 23% della popolazione utilizza la ricerca vocale mentre sta cucinando;
  • La query di ricerca vocale di Google nel 2016 sono aumentate di 35 volte rispetto al 2008.
    ( Fonte: Google)

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In base a questi dati è facile riconoscere il trend di crescita della ricerca vocale, che oggi riguarda già buona parte della popolazione ma che domani rappresenterà la norma del nostro quotidiano in grado di velocizzare, semplificare e cambiare il modo in cui ci interfacciamo con il web.

L’occasione per coloro che si occupano di marketing è quella di muoversi in anticipo e iniziare a ripensare la strategia SEO e Content in questa nuova ottica. Una struttura dei contenuti dunque più fluida, meno rigida e categorizzata sulla base delle keywords tradizionali, per rispondere meglio non ad una domanda circoscritta e robotica, ma più umana. 

Un'evoluzione nel mondo delle ricerche, che porterà grandi cambiamenti, in breve: 

  • Ricerche con linguaggio naturale e conversazionale;
  • Scarsa propensione ad usare parole chiave rispetto a query articolate e più lunghe;
  • Non sarà necessario per gli utenti aprire una pagina web per ottenere una risposta (il che comporterà probabilmente un calo di visite totali ma se si lavora bene ad un maggiore tasso di conversione).